Non solo miele: gli altri prodotti dell'alveare

Il miele è uno straordinario e affascinante alimento prodotto dell’attività delle api, di cui abbiamo parlato in questo video. Ma oltre al miele, vi sono altri cinque prodotti che l’apicoltura ci consente di raccogliere dal lavoro delle api, e in particolare tre di essi che sono considerati come eccellenti integratori naturali: il polline, la pappa reale e la propoli.
Scopriamo insieme questi prodotti dell’alveare.



Polline

Quando se ne vanno in giro a bottinare, oltre alle sostanze zuccherine (nettare e melata) le api prendono anche volontariamente il polline dalle antere dei fiori, oltre a quello che resta loro attaccato involontariamente alle zampe mentre succhiano il nettare, e che è quello che poi disperdono nell’ambiente svolgendo la loro preziosissima attività impollinatrice. Ma lo prelevano anche per se, perché rappresenta la principale fonte proteica nella loro alimentazione, per cui lo portano nell’alveare e lo conservano in apposite cellette impastato col miele per l’alimentazione delle larve. Gli apicoltori sono in grado di prelevare il polline portato dalle api all’ingresso dell’alveare, prima che esse lo impastino al miele: in pratica di tratta di un cassettino con una griglia stretta per cui le api si schiacciano per entrare e lasciano cadere un po’ di polline.
Il polline fresco delle api è generalmente venduto in granuli e deve essere conservato in frigorifero, altrimenti deve essere incapsulato o pressato in compresse masticabili.
Si considera un integratore naturale, abbastanza aspecifico nel senso che non ha un particolare minerale o vitamina che spicca, ma è generalmente molto ricco di micro ed extranutrienti.

Contiene ovviamente proteine ad altissimo valore biologico, ha un ottimo contenuto di quasi tutte le vitamine a parte la B12, moltissimi sali minerali, carotenoidi quali licopene e beta carotene, fitosteroli e numerosi polifenoli soprattutto flavonoidi. Al di là dell’integrazione di minerali e vitamine, gli si riconosce una attività immunostimolante, tonificante, ipocolesterolemizzante e di supporto nell’ipertrofia prostatica. È ricco però di acidi nucleici e quindi si sconsiglia in caso di iperuricemia e gotta.

Pappa reale

La pappa reale (Royal jelly) è un altro prodotto di secrezione delle api, prodotto in apposite ghiandole e diverso dal miele, ed è destinata all’alimentazione delle larve nei primi tre giorni di vita, ad eccezione delle larve destinate a diventare regina, che invece vengono nutrite per tutta la vita con pappa reale, che viene raccolta in apposite celle chiamate celle reali.
La strategia per raccogliere la pappa reale - che è il prodotto più prezioso e pregiato dell’apicoltura - consiste nel privare l’alveare dell’ape regina, inducendo le operaie a riempire le celle reali di pappa reale. Esse vengono poi prelevate manualmente dall’apicoltore che, celletta per celletta, aspira la pappa reale. È un procedimento assai laborioso, da cui il costo elevato di questo prodotto, al quale forse proprio per la difficolta di ottenerlo, si attribuiscono a volte proprietà salutistiche quasi miracolose.

La pappa reale è una sostanza chimicamente molto strana, sia liposolubile che idrosolubile, non si sa ancora precisamente come sia fatta, e anche la sua composizione non è del tutto nota. È fatta per due terzi di acqua, e rispetto al miele ha meno zuccheri ma più proteine e lipidi (zuccheri 14%, proteine 13%, lipidi 4.5%), è molto ricca di vitamine e di sali minerali..
L’unica sostanza distintiva che è stata identificata e studiata nella pappa reale è l’acido 10-idrossi-2-decenoico (Hda), che la pappa reale contiene in quantità significative, si attribuiscono importanti attività antibatteriche ed antitumorali.
Al di la di questo si riconosce alla pappa reale attività immunostimolante e tonificante generale, aumenta la resistenza allo stress, e aiuta a combattere la fatica.
Non è un rimedio miracoloso, ma è un ottimo integratore naturale, abbastanza aspecifico come il polline.



Propoli

La propoli è una specie di mastice, appiccicosissimo, che le api derivano da diverse resine e gomme vegetali e usano come una sorta di stucco per chiudere e sigillare qualunque foro ci sia nell’alveare. Ecco perché quando l’apicultore vuole aprire un alveare deve fare una notevole fatica e in genere usare una spranga, in quanto la fessura del tetto è stata completamente sigillata dalle api con la propoli.
Inoltre, la usano anche per rivestire qualunque corpo estraneo, come può essere un malcapitato insetto, che entra nell’alveare, mummificandolo (perché è piena di sostanze antibatteriche). Non a caso, gli antichi egizi usavano forti quantità di propoli per mummificare i cadaveri.

Per produrre propoli è sufficiente introdurre un corpo estraneo nell’alveare: in genere si tratta di una reticella in materiale plastico messa sopra i favi: non appena vedono questo strano oggetto che non riescono a identificare e che fa passare aria, le api lo ricoprono interamente di propoli.
Anche la composizione della propoli è molto complessa, contiene numerosi polisaccaridi, sostanze terpeniche, cere, acidi fenolici e loro derivati, flavonoidi, minerali e vitamine.
Anche lei è considerata un integratore e un ricostituente naturale dotato di attività antibatterica ed antivirale, immunostimolante ed antiossidante

Cera d’api e veleno

Oltre a miele, polline, pappa reale e propoli, delle api si raccolgono anche altri due prodotti che non hanno però utilizzo alimentare: essi sono la cera d’api, che le api secernono per creare le celle e sigillarle, e ha svariati utilizzi in ambito domestico, medico e cosmetico, e poi il veleno del pungiglione, che ha anche un utilizzo farmacologico tradizionale, contro i reumatismi.





Articolo di

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Dr. Stefano Vendrame
Nutrizionista, Fulbright Alumnus,
Dottore di Ricerca in Scienze della Nutrizione

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