Obiettivo:

#PesceAzzurro

Impariamo a cucinare col pesce migliore di tutti, per profilo nutrizionale, protezione dai contaminanti e sostenibilità…

A cura di:
Dr. Stefano Vendrame
Nutrizionista, Fulbright Alumnus, Ph.D. Scienze della Nutrizione

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Tutti i prodotti della pesca possono ruotare sulla nostra tavola, ma il pesce da consumare regolarmente, quello migliore di tutti, è sicuramente il pesce azzurro: alici, sardine, aringhe o sgombri. Il suo consumo offre almeno cinque vantaggi.

Primo: i suoi ottimi lipidi. Il pesce azzurro è infatti il più ricco in assoluto dei preziosi omega-3, che ci aiutano a riequilibrare l’eccesso di omega 6 tipico delle nostre diete, proteggendoci dall’infiammazione, mantenendo il sangue fluido e proteggendo il nostro sistema cardiovascolare.

Secondo: la maggiore sicurezza dal punto di vista della contaminazione ambientale. Essendo piccoli, i pesci azzurri sono alla base della catena alimentare, quindi non hanno modo o tempo di accumulare molti contaminanti, e per questo sono quelli più puliti, cioè con minori livelli di contaminazione da metilmercurio o PCB.

Terzo: la sostenibilità. Il pesce azzurro si riproduce in fretta e ce n’è ancora in relativa abbondanza, perciò il suo consumo non mette sotto pressione la popolazione. Anzi, la protegge: perché mangiarlo direttamente noi significa contribuire a ridurre la necessità di pescarne molto di più per nutrire i pesci di allevamento. Costando poco ed essendo abbondante, infatti, il pesce azzurro è usato per i mangimi da dare ai pesci di allevamento carnivori più apprezzati dai consumatori, come salmone, trota, branzino o orata. Ma questo suo utilizzo costituisce uno spreco: per produrre una sola porzione di salmone allevato, si devono usare dieci porzioni di pesce azzurro che avremmo potuto mangiare direttamente noi!

Quarto: siccome è abbondante, non avrebbe alcun senso allevarlo. Purtroppo, l’allevamento ittico come è praticato oggi nella maggior parte dei casi comporta maggiore rischio di bioaccumulo di tossine e contaminanti, un uso massiccio di antibiotici per via delle alte concentrazione dei pesci in poco spazio, forti problemi di inquinamento nelle zone circostanti, e uno scadimento notevole del profilo nutrizionale. Mangiare pesce azzurro, invece, significa essere sicuri di mangiare pesce selvatico pescato in mare!

Quinto: il costo. Alcuni pesci più rari o considerati più pregiati possono essere anche molto cari. Il pesce azzurro invece grazie alla sua disponibilità è tra i più economici in assoluto!

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Tutti i prodotti della pesca possono ruotare sulla nostra tavola, ma il pesce da consumare regolarmente, quello migliore di tutti, è sicuramente il pesce azzurro: alici, sardine, aringhe o sgombri. Il suo consumo offre almeno cinque vantaggi.

Primo: i suoi ottimi lipidi. Il pesce azzurro è infatti il più ricco in assoluto dei preziosi omega-3, che ci aiutano a riequilibrare l’eccesso di omega 6 tipico delle nostre diete, proteggendoci dall’infiammazione, mantenendo il sangue fluido e proteggendo il nostro sistema cardiovascolare.

Secondo: la maggiore sicurezza dal punto di vista della contaminazione ambientale. Essendo piccoli, i pesci azzurri sono alla base della catena alimentare, quindi non hanno modo o tempo di accumulare molti contaminanti, e per questo sono quelli più puliti, cioè con minori livelli di contaminazione da metilmercurio o PCB.

Terzo: la sostenibilità. Il pesce azzurro si riproduce in fretta e ce n’è ancora in relativa abbondanza, perciò il suo consumo non mette sotto pressione la popolazione. Anzi, la protegge: perché mangiarlo direttamente noi significa contribuire a ridurre la necessità di pescarne molto di più per nutrire i pesci di allevamento. Costando poco ed essendo abbondante, infatti, il pesce azzurro è usato per i mangimi da dare ai pesci di allevamento carnivori più apprezzati dai consumatori, come salmone, trota, branzino o orata. Ma questo suo utilizzo costituisce uno spreco: per produrre una sola porzione di salmone allevato, si devono usare dieci porzioni di pesce azzurro che avremmo potuto mangiare direttamente noi!

Quarto: siccome è abbondante, non avrebbe alcun senso allevarlo. Purtroppo, l’allevamento ittico come è praticato oggi nella maggior parte dei casi comporta maggiore rischio di bioaccumulo di tossine e contaminanti, un uso massiccio di antibiotici per via delle alte concentrazione dei pesci in poco spazio, forti problemi di inquinamento nelle zone circostanti, e uno scadimento notevole del profilo nutrizionale. Mangiare pesce azzurro, invece, significa essere sicuri di mangiare pesce selvatico pescato in mare!

Quinto: il costo. Alcuni pesci più rari o considerati più pregiati possono essere anche molto cari. Il pesce azzurro invece grazie alla sua disponibilità è tra i più economici in assoluto!

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