Si può mangiare il nocciolo dell'avocado?

Apprezzato dai nutrizionisti per i suoi eccellenti lipidi monoinsaturi, i suoi antiossidanti e in generale le sue potenzialità preventive nei confronti di malattie cardiovascolari e tumori, l’avocado è altrettanto apprezzato in cucina per il suo sapore burroso e la sua consistenza morbida e cremosa. Della varietà dei suoi possibili utilizzi in cucina abbiamo parlato in questo articolo.

Ma quel suo grosso seme centrale? Anche lui riserva delle sorprese…



Un concentrato di antiossidanti

Oltre a contenere molta fibra, un po’di lipidi e di amido, il nocciolo dell’avocado contiene più del 70% di tutti gli antiossidanti contenuti nell’intero frutto, sopratutto carotenoidi, flavonoidi e altre sostanze fenoliche.

Diversi studi sul modello animale hanno evidenziato effetti positivi nell’abbassare il colesterolo e la pressione del sangue, derivanti dal consumo alimentare del nocciolo dell’avocado. I risultati di questi studi sono stati esaminati nella review di Dabas e colleghi [Ref 1].

Come si usa?

Dopo aver mangiato l’avocado, lasciar asciugare all’aria il nocciolo per un paio di giorni, finchè la pellicina scura che lo circonda verrà via facilmente. Per accelerare i tempi, viene spesso suggerito di metterlo in forno a 100 gradi per un paio d’ore, ma il trattamento termico causa la perdita di alcuni antiossidanti. Meglio avere pazienza!

Una volta rimossa la pellicina, il seme chiaro che rimane ha la consistenza simile a quella di una castagna, ed è sufficientemente morbido da poter essere facilmente tagliato a fettine con un coltello, e poi frullato nel mixer per ottenere una polvere, che diventerà rapidamente di colore arancione-rossastro a causa dell’ossidazione dei tannini. Questa polvere dovrà essere conservata in un contenitore chiuso, opaco, e in un luogo fresco e asciutto.

Cosa ci possiamo fare?

La polvere così ottenuta ha un sapore intenso e un po’ amarognolo che la rende adatta a essere usata in vari modi. Quello di maggior successo è aggiungerne una cucchiaiata quando si preparano smoothies, centrifugati o estratti vegetali, nei quali contribuisce sia al sapore che a rendere la consistenza più densa. Un altro utilizzo apprezzato consiste nell’aggiungerne una cucchiaiata a brodi e minestre, oppure salse, oppure come condimento dell’insalata. È anche diffusa la pratica di lasciarla in infusione in acqua calda, come per preparare un tè.


Quanto ne possiamo mangiare?

Nel nocciolo dell’avocado non sono mai state identificate sostanze tossiche, né sono stati osservati effetti tossici del suo estratto [Ref 2], quindi in linea di principio non c’è limite.

Tuttavia, anche se il suo utilizzo a scopo medicinale nella tradizione sudamericana risale alla notte dei tempi (ad esempio per il trattamento della diarrea, o come antibatterico), il suo utilizzo alimentare si è diffuso solo da qualche anno dopo la pubblicazione di vari articoli in letteratura scientifica sui suoi possibili benefici.

Dunque, saggezza e prudenza impongono almeno per il momento di usarlo con moderazione. È una cosa in più a nostra disposizione, ma non è il caso di mettersi ad aggiungerlo improvvisamente ovunque! Ricordiamoci sempre che non esistono alimenti in sé straordinari o miracolosi.


Ref 1. Dabas D et al. Avocado (Persea americana) seed as a source of bioactive phytochemicals. Curr Pharm Des 2013; 19(34):6133-40.

Ref 2. Padilla-Camberos E et al.
Acute toxicity and genotoxic activity of avocado seed extract (Persea americana Mill., c.v. Hass). ScientificWorldJournal 2013; 2013:245828.







Articolo di

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Dr. Stefano Vendrame
Nutrizionista, Fulbright Alumnus,
Dottore di Ricerca in Scienze della Nutrizione

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