Si possono mangiare i semi dell'anguria?

risponde il nutrizionista

Rinfrescante e buonissima nelle calde giornate estive, una bella fetta d’anguria è fatta per il 91% da acqua, ha poco sodio e molto potassio. Risultato: un alimento dissetante, idratante, diuretico e anti-ipertensivo. E ricco di sali minerali: magnesio, rame, manganese e selenio.

Ma cosa dire dei suoi semini neri? Spesso ci lamentiamo quando ne vediamo troppi. C’è chi li sputa, chi li toglie pazientemente con la punta del coltello, e chi sceglie le varietà senza semi. E poi c’è chi li mangia…

Ma si possono mangiare, o fanno male?

Apprezzati in Cina
I semini dell’anguria sono perfettamente commestibili! In Cina, dove sono molto apprezzati e consumati abitualmente, si trovano facilmente in commercio anche già preconfezionati. Il loro modo preferito per consumarli, tuttavia, non è mangiarli freschi, ma salvarli quando si consuma l’anguria e poi tostarli nel forno per 10-15 minuti, oppure in una padella sul fuoco. A quel punto si possono mangiare tutti interi, così come sono, come snack, oppure nell’insalata come condimento.

Miniera di magnesio
Non solo sono commestibili, ma sono una formidabile fonte di magnesio: con 510 mg di questo minerale su 100 g di semi. Inoltre, sono una eccellente fonte di manganese e zinco, e poi hanno un bel po’ di rame e di ferro. E le notizie buone non finiscono qui: questi minerali dai semi di anguria sono anche altamente biodisponibili, quindi li assorbiamo bene.

Un concentrato di energia
I semi dell’anguria maturi (quelli neri, non quelli bianchi che sono ancora immaturi) sono anche una fonte non trascurabile di proteine, con circa 1 grammo ogni 24 semi, e poi anche di buoni acidi grassi polinsaturi, come tutti i semi oleosi.
E proprio come tutti gli altri semi oleosi vanno trattati: sono alimenti energicamente densi, e quindi non si deve esagerare se non si vuole eccedere con le calorie. Ma possono certamente far parte di quella manciata quotidiana tra frutta secca e semi oleosi che si può consigliare a tutti.

Senza semi?
Nel 1939, un gruppo di scienziati giapponesi sviluppò per la prima volta una varietà di anguria senza semi. Paradossalmente, queste varietà non hanno mai suscitato molto entusiasmo in oriente, dove i semi sono molto apprezzati! Invece, hanno avuto un successo straordinario negli Stati Uniti, dove oggi la varietà senza semi rappresenta l’85% delle angurie in commercio.

di Stefano Vendrame
Nutrizionista, Fulbright Scholar,
Dottore di Ricerca in Scienze della Nutrizione







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