Si può mangiare la buccia dell’anguria?

il blog del nutrizionista

Dissetante e rinfrescante, una bella fetta d’anguria è un’ottima amica delle calde giornate estive. Ricchissima di acqua e di potassio, e con poco sodio, ha effetto idratante, drenante e anti-ipertensivo. E mineralizzante, in quanto ricca di magnesio, rame, manganese, e selenio.

Via via che si arriva alla base della fetta d’anguria, il colore da rosa diventa sempre più bianco, e il sapore sempre meno dolce. Fino a dove si può mangiare?



Ricca di micronutrienti

La perdita di colore rosa e di dolcezza negli gli strati più esterni è dovuta al fatto che non ci sono quasi più zuccheri né licopene, il carotenoide responsabile della colorazione rosa del frutto. Ma attenzione! Perché tutto il resto invece non diminuisce: vitamine, fitocomposti protettivi e minerali sono ancora lì. Anzi, alcuni minerali addirittura aumentano via via che ci si muove verso l’esterno.

Citrullina

La citrullina è un amminoacido precursore dell’arginina, e dunque un prezioso alleato nel proteggere le nostre arterie e prevenire malattie cardiovascolari. È presente in tutto il frutto, ma il suo contenuto aumenta moltissimo negli strati più esterni dell’anguria, e si concentra soprattutto nella buccia.

Come mangiarla?

La cosa più semplice è andare avanti a scavare col coltello finché possiamo e, mangiare il più possibile anche quella parte bianca, che sa un po’ di cetriolo. Non a caso, l’anguria e il cetriolo appartengono alla stessa famiglia botanica, quella delle cucurbitacee.
Oppure, visto che non è più dolce e dunque meno gradevole se consumata a fine pasto, possiamo grattare via con un coltello la parte più esterna e coriacea, quella verde scura, che è anche un po’amarognola, e poi tagliare a fettine o julienne la rimanente parte bianca, da mangiare come una verdura, con un po’di olio, oppure in un’insalata. Un’altra possibilità ancora è usare quella buccia per fare dei centrifugati, estraendone il succo, insieme ad altra frutta o verdura, o se piace anche da sola.

E se vogliamo mangiare proprio tutto?

E se volessimo mangiarci proprio tutto, anche la parte più esterna verde scura e coriacea? Ebbene, in Cina e in alcune zone del sudamerica lo fanno abitualmente. Non come tale, ovviamente, per non spaccarsi i denti, ma cucinata. Ad esempio saltata in padella, stufata o nel wok o bollita, spesso come parte di altre ricette.


Pickles

Un altro modo molto popolare di consumare la buccia dell’anguria è in salamoia. Come abbiamo già detto, sa un po’di cetriolo, e se ci pensiamo, i cetriolini sottaceto siamo abituati a mangiarli anche noi. Ebbene, viene più o meno la stessa cosa. Se lasciamo tutta la parte verde scura più esterna avremo un retrogusto leggermente amarognolo, se non piace si può grattare via quello strato più esterno, o toglierlo con un pelapatate. Metteremo poi la buccia tagliata a pezzi completamente ricoperta da una salamoia con acqua e sale marino integrale grosso, ed eventualmente aromi (semi di senape, aneto, alloro, aglio…), in un barattolo chiuso lasciato fermentare a temperatura ambiente per circa una o due settimane, prima di trasferire in frigo. Preparata in questo modo, diventa un ottimo alimento probiotico, fonte di batteri lattici vivi.

Ispirazione

Se volete trovare qualche ispirazione per ricette con la buccia dell’anguria, una ricerca su internet in italiano non produrrà molti risultati. Ma in inglese, certamente sì. La buccia dell’anguria si chiama watermelon rind. Quindi digitate “watermelon rind recipes”, e troverete sicuramente di che sbizzarrirvi!

di Stefano Vendrame
Nutrizionista, Fulbright Scholar,
Dottore di Ricerca in Scienze della Nutrizione






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