10 errori da non fare quando si mangia il kebab

Venduto in migliaia di chioschi e locali che spuntano ormai ovunque nelle nostre città europee, il kebab riempie oggi con moltissimo successo gli angoli delle nostre strade.

In un articolo precedente, abbiamo visto come distinguere un kebab di qualità da un kebab pessimo. Ma trovare un prodotto di qualità non basta, se poi roviniamo noi le cose…

Ecco le cose da fare per non commettere errori…



1. La verdura? Sì grazie!

Molte persone chiedono il kebab solo con la carne. Gravissimo errore! Ogni volta che si mangia carne, è obbligatorio accompagnarla con la verdura fresca, perché ci servono la vitamina C, la fibra, e tutti i fitocomposti vegetali per scongiurare i danni che altrimenti quella carne farà nel nostro intestino.

2. Panino o piadina?

Il kebab da passeggio prevede che la carne sia messa in un panino o in una piadina. Il panino normalmente è pane arabo, quindi senza sale. Magra consolazione però, perché il sale è già stato usato generosamente nella marinatura della carne. La piadina è più calorica a parità di quantità, perché è fatta con più grassi, ma la porzione normalmente pesa meno rispetto al panino. Conclusione: alla fine più o meno si equivalgono, quindi come preferiamo. Come sempre, però, pane o piadina sarebbero meglio integrali.

3. Senza pane?

Possiamo considerare anche l’opzione niente pane, con il kebab direttamente nel piatto. In questo caso, però, se mangiamo solo quello diventa un piatto sbilanciato a favore di grassi e proteine. In una dieta normale, diventa un piatto unico più bilanciato se ci sono anche un po’di carboidrati del pane.

4. Con moderazione

Abbiamo visto come il profilo nutrizionale di un kebab sia estremamente variabile a seconda di come viene preparato. Lo stesso contenuto calorico può variare tra le 500 e le 1000 kcal per porzione, a seconda del contenuto di grassi.
Anche se buona di qualità, tuttavia, il kebab non deve diventare una colonna portante della nostra alimentazione. Si tratta infatti di un alimento comunque ricco di calorie, grassi saturi e sale.

5. Niente patatine fritte

Il kebab è una pietanza già di sua molto ricca di grassi e calorie. Molto meglio evitare di aggiungerne ancora!


6. Niente bevande zuccherate

Per la stessa ragione. Non è il caso di aggiungere calorie vuote alle già abbondanti calorie del kebab. Meglio optare per l’acqua.

7. Ketchup, maionese, o…

Molto meglio accompagnare il kebab da ottime salse tradizionali come l’hummus di ceci, la tahini col sesamo, o la tzatziki greca a base di yogurt e aglio, magari con un po’ di ottimo peperoncino per renderle più piccanti.

8. Facciamo a metà?

Siccome riempie facilmente lo stomaco, se optiamo per il kebab tendiamo a mangiare solo quello in tutto il pasto, e dunque escludere altri alimenti più salutari come l’ insalata o la frutta: un fenomeno che in nutrizione viene chiamato displacement. Un’alternativa più salutare può essere fare a metà con qualcuno, oppure mangiarne metà insieme ad un’insalata o un po’di frutta, e conservare in frigo l’altra metà per un altro giorno.

9. È un pasto, non uno snack

Alcune persone considerano il kebab come uno snack da passeggio da consumare fuori dai pasti, magari dopo il cinema o usciti dalla discoteca. A meno di essere atleti con un fabbisogno calorico elevatissimo, per tutti gli altri è un gravissimo errore. Trattandosi di un alimento nutrizionalmente ed energeticamente denso, può essere consumato in sostituzione, ma non in aggiunta ai pasti principali!

10. Ma senza demonizzare!

Alcune persone guardano con diffidenza a questo prodotto della cultura araba, ritenendolo a prescindere un prodotto spazzatura e poco salutare solo perché non fa parte della nostra tradizione. Sbagliatissimo! Non c’è alcun bisogno di sentirsi in colpa nel mangiare un kebab, soprattutto se di buona qualità. Non ha nulla di demoniaco: si tratta semplicemente di una pietanza a base di carne e verdura, né più né meno di uno spezzatino o di un polpettone!

Dr. Stefano Vendrame
Nutrizionista, Fulbright Alumnus,
Ph.D. Scienze della Nutrizione

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Nutrizionista, Fulbright Alumnus,
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